PIU' MUSICA ITALIANA SULLE EMITTENTI RADIOFONICHE

E' quanto promette la recente proposta di legge del deputato leghista Alessandro Morelli.

La misura ipotizzata è che le emittenti radiofoniche nazionali pubbliche e private debbano riservare “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana,opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione “

La proposta di legge prevede anche che una quota “ pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera “ dovrà essere riservata alle “ produzioni degli artisti emergenti “.
 
In definitiva, almeno il 33 per cento ( una canzone su tre ) della musica trasmessa per radio deve essere italiana.

Com'era prevedibile, la proposta ha innescato una vivace discussione fra favorevoli e contrari, ognuno con argomenti a sostegno della propria tesi che non è proprio il caso di stare qui a confutare.

D'altronde sarebbe impresa davvero ardua,visto e considerato che la verità,come ha detto qualcuno, è un vetro in frantumi di cui ognuno ritiene di avere il pezzo più grande.

Mi limito a esporre il mio punto di vista sulla questione.

Ed è il punto di vista di un grande innamorato della radio e di un autore di musica da ballo.

Una premessa doverosa da fare secondo me è che la proposta, sia pur lodevole,arriva in un momento in cui le moderne tecnologie, internet in primis, svuotano non poco di efficacia questa deriva autarchica che con la proposta in questione si vuole dare alle emittenti radiofoniche.

Oggi, attraverso la rete, chiunque può ascoltare la musica che vuole anche collegandosi alle web radio con estrema facilità, da radio Mongolia a radio Papuasia !

Tuttavia, è anche vero che in un momento di estrema difficoltà per l'industria musicale italiana non c'è dubbio che obbligare le emittenti radiofoniche a riservare una quota della loro programmazione alla musica del bel paese rappresenti una piccola boccata di ossigeno.......insomma, come dice il saggio, tutti i Santi aiutano.

Non sono un assiduo ascoltatore della radio, e me ne dolgo veramente.
La ascolto soprattutto quando sono in automobile perchè mi fa davvero tanta compagnia.

E spesso mi sono rammaricato per una programmazione musicale che tende nettamente a favorire, secondo me, la musica straniera.

Vero o meno che sia, questo mi dice la mia esperienza di ascoltatore.

Quindi ben venga questa proposta leghista e spero che sia rapidamente convertita in legge.

Nei miei ricordi è ancora vivo il grido di battaglia di Lelio Luttazzi …..Hiiiiiiiiiit Paraaaaaaade.

La trasmissione andava in onda di Sabato, più o meno all'orario in cui uscivamo da scuola....si correva a casa in tutta fretta e sintonizzati sulle frequenze di Radio 1 ascoltavamo con impazienza la successione dei brani in classifica per scoprire quale fosse la canzone reginetta della settimana.

Erano i mitici anni 60 e allora in classifica 9 canzoni su dieci erano italiane.....le poche canzoni straniere  presenti erano eseguite spesso con testo rigorosamente italiano......bei tempi !

Chiudo questo Amarcord personale con un augurio che faccio a me stesso e a tutti gli operatori della musica da ballo italiana.

Vorrei tanto che una quota di questo 33 per cento destinato alla canzone italiana venisse destinato alla musica da ballo.....diciamo un dieci per cento ?......sarebbe così scandaloso ?

Penso proprio di no.

In caso contrario, si continuerebbe ingiustamente a ghettizzare un mondo ricco di umanità e di tanta bellezza nascosta.....che,oltre ad essere una fonte di sostentamento per gli addetti ai lavori, spinge migliaia di persone a uscire di casa e a incontrarsi sulle piste da ballo di migliaia di locali,favorendo la nascita di nuove amicizie, di nuovi amori, e comunque di nuove occasioni di incontro.

Il tutto con un innegabile beneficio per la salute, visto che sono innumerevoli gli studi medici che decantano gli innumerevoli vantaggi del ballo.........e vi pare poco !!!!!

Speriamo bene.

Vito Santimone

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